Infofavola: Capitan Corona e l'attacco invisibile (di Paola Curia)

 

Nel microscopico mondo di Malvagia Invisibìlia, qualcosa turbava le tenebrose notti dei crudeli abitanti.

"Capitano, capitano”, urlarono in coro gli inquieti sudditi, “si svegli… è giunta l’ora, dobbiamo uscire allo scoperto! Siamo stanchi di vivere nascosti e inattivi, vogliamo combattere, bisticciare, assalire tutti gli umani del MacroMondo e stanotte è la notte perfetta per un attacco a sorpresa!“.

“Come dite? Sarebbe questa la notte giusta?”, domandò il comandante stiracchiando le viscide appendici che sbucavano da tutto il corpo. “Io non porto questo bel diadema per bellezza”, continuò indicando goffamente il suo buffo copricapo, “ma perché qui comando io… dunque io e non voi,” disse tossendo stizzosamente, “ho appena deciso che da domani diventeremo la paura più grande per tutti quelli del MacroMondo, così finalmente capiranno con chi hanno a che fare, perché noi abbiamo un’arma invincibile, vero?”, urlò affinando la voce.

“Sii Capitano!”, risposero i suoi sudditi.

“E qual è la nostra arma vincente?", domandò orgoglioso il comandante.

“L’in-vi-si-bi-li-tà!”, risposero all’unisono quelle strane entità.

“Esatto!” ribatté il Capitano, “gli umani non possono vederci a occhio nudo, quindi noi li attaccheremo a tutte le ore e più ne assaliremo più a lungo vivremo, poiché ricordatevi sudditi, per sopravvivere nel loro mondo, abbiamo bisogno di entrare nel loro organismo e di rimanerci il più a lungo possibile, senza se e senza ma!”.

Detto questo CapitanCorona, così soprannominato per via dell'enorme corona che portava sulla testa, congedò la folla e si ritirò nelle minuscole stanze del suo minuscolo castello.

 Il giorno dopo radunati tutti gli abitanti di Malvagia Invisibìlia, il comandante e i suoi fedelissimi, partirono alla volta del MacroMondo, luogo tranquillo dove l'armonia e la salute erano all’ordine del giorno, con l’unico e preciso intento di attaccare chiunque avessero incontrato lungo il loro cammino. Il reale problema per l’intera umanità era dovuto al fatto che gli assalti del terribile CapitanCorona non potevano essere previsti e neanche schivati proprio a causa dell’invisibilità di quegli esseri crudeli.  Arrivati a destinazione i minuscoli soldati iniziarono ad assalire tutti indistintamente, senza pietà. Il popolo dei microscopici aveva messo a punto un piano malvagio, davvero micidiale, secondo il quale bastava uno starnuto scoperto, un colpo di tosse, un bacio o addirittura una stretta di mano per passare da un abitante all'altro scatenando così un terribile contagio. Eh sì bambini, avete capito bene, la presenza di quei mostriciattoli all’interno di un essere umano, provocava danni irreparabili, che spesso ahimè, portava alla morte del povero malcapitato. I primi ad essere sconfitti furono gli anziani ma qualche tempo dopo, furono colpiti duramente anche i più giovani.

"Posso dirmi soddisfatto!", esclamava di continuo CapitanCorona, incitando il suo esercito a continuare la battaglia, "combatteremo fino all'ultimo vivente che incontreremo lungo le strade".

Il popolo del MacroGlobo si rese conto della gravità di quell'attacco e capì che l'unico modo per sconfiggere i minuscoli nemici era barricarsi in casa.

Sì, era esattamente così: l’unica via di scampo a quella terribile epidemia era combattere stando in casa, al sicuro, lontano da tutto ciò che potesse essere fonte di contagio.

Dunque gli abitanti del MacroMondo si barricarono nelle abitazioni per alcuni mesi, lasciando che tutte le vie e le strade della città rimanessero completamente deserte! Alla vista di cotanta desolazione, CapitanCorona credette di aver vinto quell’assurda battaglia e, compiacendosi per la vittoria, richiamò l’esercito in ritirata e rientrò nel microcosmo dove tornò a rinchiudersi nel suo minuscolo castello!

Da allora per il MacroMondo iniziò una nuova vita, usciti dal proprio rifugio, tutti gli abitanti cominciarono a prestare maggiore attenzione a ciò che non era visibile ad occhio nudo, cioè a tutto ciò che pur non essendo visibile probabilmente era lì e poteva arrecare gravi danni a chiunque!

Di CapitanCorona se ne parlò ancora per molto tempo in qualsiasi città, perché i coraggiosi abitanti del MacroMondo avevano vinto una battaglia ad insaputa del borioso Capitano ma, con la creazione di armi appropriate, avrebbero vinto l’intera guerra sconfiggendo quel malvagio esserino per sempre!

 

INFOBIO Classe 1978, Paola Curia nasce a Bologna dove si laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Pubblica il suo primo libro, ”Diario terapeutico di una pluripara alla ricerca dell’equilibrio perfetto” (Falco Editore), nel luglio del 2017. I suoi racconti compaiono su diverse Riviste Letterarie quali: L’Irrequieto, Il Loggione Letterario e la Rivista Toscana Sguardindiretti. Attualmente cura la rubrica Infotales, contenuta nel mensile cosentino Infonight, per il quale scrive micro-racconti ispirati dai suoi stessi scatti fotografici che fanno poi, da copertina alla narrazione. Nel mese di Novembre 2019 compare sul blog Italians Book is Better con un racconto, pubblicato da Voce del Verbo, e ritenuto tra i migliori in Una Settimana di Racconti#99. Ultimamente altri racconti compaiono sul blog Racconticon Portatori di Storie e sulle Riviste letterarie Blam e Reader For Blind.

 

 

 

Please reload

In primo piano

Riparti Calabria con forza ed entusiasmo (di Jole Santelli)

1/10
Please reload

Post recenti
Please reload

© 2015 By GBProduction Photography