Confindustria: coraggio Italia e Calabria (di Fortunato Amarelli)

 

Una delle caratteristiche principali che deve avere un buon imprenditore è la lungimiranza, la capacità di scovare nel presente gli indizi di ciò che accadrà nel futuro. Nessuno però, credo, sarebbe stato in grado di poter immaginare di dover affrontare un’emergenza di queste dimensioni  e di questa portata!

Questa crisi, ben più di altre affrontate dal secondo dopo guerra, intaccherà profondamente il sistema economico e probabilmente ci restituirà una società molto cambiata, almeno nelle abitudini. Anche quando l'emergenza verrà superata, ci saranno molte vittime: non tutte le aziende riusciranno a sopravvivere, molte dovranno riorganizzarsi, ridimensionando la produzione e, purtroppo, la forza lavoro.

Quanto grande sarà il danno alla nostra società dipenderà dalle scelte che ognuno di noi, non solo il Governo nazionale, saprà adottare in modo responsabile.

La condizione economica risente di tutti i problemi che questo Paese aveva già prima dell’emergenza: disoccupazione, mancata crescita, debito eccessivo. Allo stesso modo, però, il nostro Paese potrà contare su tutti quei primati che lo rendono quello che è e che è stato nella storia.

L’Italia, geograficamente privilegiata, padrona del Mediterraneo, è un Paese unico per storia, cultura e bellezze paesaggistiche ma anche per i suoi abitanti: artisti, poeti, viaggiatori, pensatori, scienziati, artigiani e imprenditori, capaci di trasformare il saper fare, le tradizioni, in lavoro organizzato, di vendere le merci in tutto il mondo e di far diventare il nostro Paese la seconda manifattura d’Europa e sicuramente la prima al mondo per il pregio, la cura e la bellezza delle merci fabbricate.

Dobbiamo aver cura del nostro portato culturale. Rappresenta un faro, una guida, sia per l’Italia che per la Calabria.

Non è la crisi a renderci deboli o forti. Molto dipenderà da come risponderemo a questa emergenza, dal coraggio, dalla passione, dalla determinazione e anche dall’amore per il nostro Paese e per le nostre comunità.

Al di là dei necessari adattamenti del breve-medio periodo, nulla potrà scalfire quanto costruito: siamo legati, interconnessi, insieme dovremo dar forza agli anelli più deboli della catena e questa non si spezzerà.

 

Fortunato Amarelli (Presidente Confindustria Cosenza)

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