Confapi Filiera Tessile: "Nessuno si salva da solo" (di Giada Falcone)

 

 

Il Covid 19 è storia che sta rivoluzionando la nostra esistenza. “È il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è”, ci ha ricordato Papa Francesco, così come ha sottolineato che “abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Da presidente del settore tessile di Confapi Calabria credo che anche il tessile e la moda devono saper essere esempi di cambiamento. E i primi grandi gesti già ci sono, tra produzione e solidarietà. I big hanno convertito i propri stabilimenti trasformandoli in luoghi dove non si materializzano abiti firmati e paillettes ma camici e mascherine destinati agli operatori sanitari impegnati a fronteggiare l’emergenza. C’è chi ha deciso di convertire passando da profumi a gel delle mani come Bulgari, chi come Giorgio Armani produce camici, chi come Valentino, Dolce e Gabbana ha fatto importanti donazioni ad associazioni ed ospedali. Insomma c’è una forte ondata di altruismo da parte dei settori tessile e moda che non si sono certo tirati indietro rispetto a una alla situazione attuale, preoccupante a livello globale. E come le grandi aziende il sostegno è arrivato anche dalle piccole e medie imprese, dagli stilisti e dagli artigiani che in tutta Italia stanno sfruttando la loro forte creatività in aiuti concreti verso chi ha bisogno. Si stanno realizzando mascherine di tutte le fantasie e con metodi artigianali efficaci, con ritagli di stoffa presenti nelle sartorie e grazie alle mani sapienti di sarte.
Si stanno creando camici e indumenti di protezione per operatori sanitari. Sono in campo iniziative condivise sui social come #iocreoacasa con video messaggi e messaggi da parte di stilisti che invitano a rimanere a casa e creare bozzetti di moda vivi di messaggi di speranza. Una speranza che è necessaria più che mai, nonostante la paura che il mondo del tessile potrebbe subire un calo di consumi e il Pil mondiale potrebbe crescere non oltre l’1% rispetto invece al 3% dello scorso anno. Sicuramente c’è da fare un grande lavoro di rete sfruttando più possibile la vendita online, e-Learning, o pensare a Fashion Week digitali come già si ipotizza per Milano. Ma la paura va fronteggiata affinché si prospetti una nuova risalita. Il Made in Italy è una risorsa che ci appartiene e oggi più che mai sta dimostrando coraggio, altruismo e comprensione e si sta muovendo nell’ottica della collaborazione e del fare concreto perché è importante esserci e fare il più possibile per ognuno. Ci si aspetta a maggior ragione un aiuto concreto da parte del Governo con agevolazioni e decisioni specifiche come la normativa sul grandfathering che dà la possibilità ai marchi di impresa di accedere alla procedura di Patent Box e quindi beneficiare del regime agevolato fino a giugno 2021. Ma prima del futuro, pensiamo insieme al presente, citando ancora una volta Papa Francesco: “Nessuno si salva da solo”.

 

Giada Falcone (Presidente Confapi Calabria Filiera Tessile)

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