Elia Diaco, eccellenza calabrese a Bologna (24-25-26 Nov 2016)

 -di Enrica Riera- La Calabria che eccelle quando si parla di sanità non è uno scherzo. Ce lo dimostra da tempo, e oggi più che mai, il Professor Elia Diaco, famoso angiologo presso il Sant’Anna di Catanzaro, che, in Calabria, è stato il primo a promuovere una innovativa e poco invasiva tecnica finalizzata alla cura delle vene varicose, la cosiddetta “scleromousse”. É, infatti,  proprio quello delle malattie cardiovascolari il tema  che verrà analizzato e approfondito da giovedì 24 a sabato 26 novembre a Bologna, scenario  del XXXVIII Congresso nazionale SIAPAV- Società italiana di angiologia e patologia vascolare, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universitá e della Ricerca, da AgeNaS, UEMS e dalla Federazione italiana- Società medico scientifiche VAS. A Diaco, rappresentante nel Congresso della nostra regione, é riservata la cura di una sessione significativa: gli accessi vascolari, tecnica dovuta a Seldinger, primo, infatti , ad introdurre, sul finire degli anni venti, il cateterismo venoso. Verranno, inoltre, affrontate ulteriori questioni: dai benefici dei nuovi farmaci agli aspetti epidemici delle malattie cardiovascolari, l’aspetto nutrizionale relativo alla prevenzione, i diversi approcci alla cura. Giornate di angiologia, quindi, che ci riguardano da vicino  se si pensa che, ormai, una persona su cinque dopo i sessant’anni soffre di arteriopatia periferica e che le malattie cardiovascolari costituiscono la prima causa di decesso in Italia e in generale nei paesi industrializzati . Diaco, che é anche Presidente SIAPAV Calabria, sarà ancora una volta in prima linea:  il prossimo appuntamento é fissato a giugno 2017 a Lamezia Terme con il Convegno SIAPAV  sulle nuove prospettive diagnostiche- terapeutiche relative alle ulcere degli arti inferiori, a cui parteciperà anche un altro dei maggiori angiologi presenti sulla scena nazionale, il Professor Claudio Allegra. Simposi congiunti, questi , che tendono anche ad un altro scopo e cioè  cercano di sensibilizzare il mondo politico e della gestione dei servizi sanitari regionali rispetto alle specifiche esigenze dell’angiologia. “La domanda dell’utenza si fa sempre più elevata – dice Diaco- e cresce in modo  inversamente proporzionale rispetto  al numero di ambulatori presenti sul territorio calabrese”. In altre parole, il problema è quello di sempre. Ci sono le menti, ma le strutture sono carenti. Con le giornate dell’angiologia si auspica una maggiore attenzione rispetto a chi, pazienti e medici,  chiede un maggior numero di forze sul campo per contenere la sempre maggior richiesta di cure. La Calabria che eccelle dovremmo tenerla stretta.

 

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